Oggi, ascoltando virgin radio, ho sentito presentare un nuovo indicatore, alternativo al PIL, che misura la felicità di un paese, valutando un mix di otto elementi: le condizioni di vita materiali, la salute, l'istruzione, le attività personali, la partecipazione alla vita politica, i rapporti sociali, l'ambiente, l'insicurezza economica e fisica. Il nuovo indicatore, il BIL (Benessere Interno Lordo), nasce da un'idea della commissione guidata da Joseph Stiglitz e nominata da Sarkozy.
Ne avevo già letto qualcosa sul blog degli amici di “(fuori) rotta a sud ovest” e curiosando su internet scopro che ieri anche il sole24ore dedicava diversi articoli all'argomento e stilava la classifica delle città italiane in base al BIL. Forlì-Cesena guida la graduatoria, mentre Milano, al primo posto per PIL, è solo 37esima se si guarda al benessere.
Mi piace interpretare il significato del nuovo indicatore attraverso l'esempio fatto sul sole24ore: “Mario è un professionista affermato. Vive in una grande città e il suo reddito è elevato. Tuttavia per raggiungere il suo studio passa più di due ore al giorno in automobile, in mezzo al traffico...”